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“La verità nelle tracce - Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”

Dal 9 al 18 Febbraio presso presso il Complesso Museale di Santa Maria Novella 


“La verità nelle tracce - Oltre 120 anni di Polizia Scientifica” si configura come un viaggio multimediale e immersivo, che consente ai visitatori di conoscere e comprendere le attività della Polizia Scientifica in tutte le sue declinazioni operative e scientifiche, osservate attraverso la lente d’ingrandimento dello specialista. Il percorso, articolato in sette ambienti tematici, ciascuno caratterizzato da un colore e da una specifica disciplina forense, ripercorre la storia della Polizia Scientifica dalle origini del 1903, con l’istituzione della prima scuola ad opera del medico legale Salvatore Ottolenghi, fino ai giorni nostri, con lo sguardo rivolto alle tecniche più evolute e alle sfide future dell’indagine forense. La narrazione è guidata dalla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, che accompagna il visitatore nell’approfondimento di ogni tematica, svelando i principi scientifici e i metodi di lavoro che caratterizzano l’attività della Polizia Scientifica.

Il percorso prende avvio dall’ambiente “LE ORIGINI”, dedicato alla nascita della Polizia Scientifica, in cui è esposto il primo sistema di fotosegnalamento, noto come le “gemelle Ellero”.

Segue l’ambiente cremisi “L’IMPRONTA DIGITALE”, dedicato all’identificazione dattiloscopica, dove sono visibili cartellini fotodattiloscopici storici ed è possibile apprezzare al tatto un’impronta digitale riprodotta mediante stampa 3D.

Nella stanza verde “LE RIPRESE VIDEO IN ORDINE PUBBLICO” viene illustrato il ruolo della Polizia Scientifica nella documentazione video a supporto delle attività di ordine pubblico e di polizia giudiziaria, con un approfondimento sulle tecniche di ripresa e sulle metodologie di analisi finalizzate all’individuazione dei responsabili di reato.

Nell’ambiente giallo “LA SCENA DEL CRIMINE” sono descritte le fasi del sopralluogo di Polizia Scientifica, le procedure operative e i sistemi di qualità ISO 9001/2015 applicati sulla scena del crimine, nonché le tecniche di repertazione, esaltazione e conservazione delle tracce di reato.

Il percorso prosegue nell’ambiente celeste “L’ANALISI DELLE TRACCE”, dedicato alle metodiche laboratoriali della genetica forense e delle analisi balistiche, chimiche e dattiloscopiche.

L’ambiente blu “LE ALTRE ATTIVITÀ D’INDAGINE” è dedicato ai settori più innovativi della Polizia Scientifica, come l’impiego di strumenti di Intelligenza Artificiale nel riconoscimento dei volti, nell’analisi fonica e nella digital forensics. In questo spazio è presente anche una ricostruzione tridimensionale applicata all’arte, come la testa del pittore cinquecentesco Lorenzo Lotto, realizzata a partire da un autoritratto e rielaborata con moderne tecniche di modellazione 3D.

La mostra si conclude con l’ambiente rosso “LA RICOSTRUZIONE 3D”, in cui vengono illustrate le più avanzate tecniche di acquisizione e ricostruzione virtuale della scena del crimine. In questo spazio è inoltre presentato il contributo fornito dalla Polizia Scientifica nell’ambito della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 al 18 febbraio, a ingresso libero con i seguenti orari (ultimo ingresso almeno 30 minuti prima della chiusura): da lunedì a giovedì: 9.00 – 17.30 (ad eccezione di lunedì 9 febbraio, apertura alle ore 11.30); venerdì: 11.00 – 17.30; sabato: 9.00 – 17.00; domenica 8 febbraio: 13.00 – 17.00.



09 Febbraio 2026

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